Contenuto in fase di aggiornamento.......

Indice:

Etichettatura del consumo di energia dei prodotti connessi all'energia

Tessile

Giocattoli

Dispositivi individuali di protezione

Calzature

 

SICUREZZA GENERALE DEI PRODOTTI
       Il Codice del Consumo e le Camere di Commercio

 

Il titolo I "Sicurezza dei prodotti" della parte IV "sicurezza e qualità" del Codice del Consumo, (approvato con D.Lgs. n. 206/2005 e succ. modifiche) negli artt. 102 a 113, rappresenta il recepimento nazionale della Direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti.

Obiettivo della parte IV del C.d.C. è di garantire che i prodotti, di cui all'art. 3 co.1 lett. e all'art. 102 co. 6 del C.d.C., immessi sul mercato siano sicuri in assenza di specifiche disposizioni comunitarie che disciplinano gli aspetti di sicurezza, o di disposizioni legislative nazionali specifiche vigenti nello stato membro in cui il prodotto viene commercializzato o in mancanza di disposizioni specifiche comunitarie che nazionali un prodotto si presume sicuro quando è conforme alle norme tecniche nazionali non cogenti che recepiscono norme tecniche europee armonizzate (ove esistenti).

La conformità per presunzione o per attestato CE del tipo possono seguire le linee guida di procedura generale definite nella Decisione 2008/768/CE, norma che definisce le procedure di valutazione della conformità nella legislazione comunitaria dalla progettazione alla produzione, dalla verifica dell'unità prodotto alla sorveglianza del sistema qualità.

Scopo delle vigilanza è di verificare che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri ed intervenire nel caso di prodotti non sicuri (azioni in presenza di non conformità).

Destinatari delle disposizioni sulla sicurezza dei prodotti ai sensi dell'art. 103 lett. d) e), sono:
•il produttore (il mandatario, il rappresentante del fabbricante, l'importatore) ovvero ogni operatore profesisonale/economico della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attività possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza del prodotto;
•il distributore ovvero qualsiasi operatore profesisonale/economico della catena di commercializzazione nella misura in cui la loro attività NON incide sulle caratteristiche di sicurezza del prodotto;
 

Dall'accertamento effettuato dalla Camera di Commercio si originano due differenti procedimenti:
•sanzionatorio ex legge 689/91 di competenza camerale o dell'autorità giudiziaria;
•amministrativo di competenza ministeriale.

Procedimenti

Normativa generale sicurezza prodotti ed approfondimenti

 

Etichettatura del consumo di energia dei prodotti connessi all'energia

Etichettatura del consumo di energia dei prodotti connessi all'energia D.Lgs. n. 104 del 28.06.2012 in attuazione della Direttiva 2010/30/UE.

Con il D.Lgs. n. 104 del 28.06.2012 si da attuazione alla Direttiva 2010/30/UE relativa all'indicazione del consumo di energia di apparecchi elettrodomestici mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relativa ai prodotti in modo che gli utilizzatori finali possano scegliere prodotti piu efficienti. La nuova direttiva subentra alla Direttiva 92/75/CEE abrogandola con effetto a decorrere dal 21.07.2011 e taluni Regolamenti definiscono gli elementi specifici riguardanti l'etichetta e la scheda di prodotti quali, lavatrici per uso domestico, lampade elettriche ed apparecchiature d'illuminazione, televisori, apparecchi di refrigerazione per uso domestico, lavastoviglie per uso domestico.

Normativa di riferimento

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Tessile (Nuovo Regolamento UE 1007/2011)

Entra in vigore l' 8 maggio 2012 il Nuovo Regolamento UE 1007/2011 del parlamento Europeo del 27 settembre 2011 relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all'etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili.

  Abroga la direttiva 73/44/CEE del Consiglio e le direttive del Parlamento Europeo e del Consiglio 96/73/CE e 2008/121/CE.

 

Scarica il Folder per i consumatori (saper leggere le etichette dei tessuti)

Scarica la Guida per le Imprese (consigli su come etichettare secondo le attuali normative)

 

Giocattoli

 

Aggiornate le norme EN 71-1 e EN 71-2 per la sicurezza dei giocattoli.
Gli aggiornamenti riguardano le norme tecniche relative alle proprietà meccaniche, fisiche e l'infiammibilità dei giocattoli. Comunicazione della Commissione pubblicata sulla G.U.C.E del 21.07.2011.


Con l'entrata in vigore della nuova direttiva 2009/48/CE, si è reso necessario procedere ad un adeguamento delle norme tecniche europee al progresso tecnologico, prevedendo sia l'aggiornamento sia l'adozione di nuovi requisiti in materia di sicurezza. Per questo motivo in sede europea sono in fase di rielaborazione le norme tecniche EN 71, adottate e pubblicate in Italia dall'Uni-Ente nazionale italiano di unificazione, che stabiliscono i requisiti di sicurezza e i metodi di prova sui giocattoli destinati ai bambini fino ai 14 anni di età.
A seguito di una precisa richiesta proveniente dalla Commissione europea, la prima norma ad essere stata aggiornata e pubblicata è la UNI EN 71-1:2011 che specifica i requisiti e i metodi di prova per valutare le proprietà fisiche e meccaniche dei giocattoli. Tale norma include anche requisiti specifici per giocattoli destinati ai bambini al di sotto dei 3 anni di età, ai bambini al di sotto dei 18 mesi e ai bambini troppo piccoli per stare seduti da soli. Comprende emendamenti in materia di cordoni, cavi nei giocattoli, ventose sui proiettili destinati ai bambini oltre i 3 anni, di biciclette, scooter e giocattoli cavalcabili, venstose e materiale in espansione.

Per scaricare la Comunicazione della Commissione file.pdf

Vedi la normativa del settore

 

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI (DPI)

Per  dispositivi di protezione individuale (DPI)

si intendono  i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona, che l'indossi o comunque li porti con sè, da rischi per la salute e la sicurezza, art. 1 D.Lgs. n. 475/92 (Decreto che recepisce la Direttiva 89/686/CE relativa ai dispositivi di protezione individuale).

Sono suddivisi in tre categoria in base alla complessità della progettazione ed alla tempestiva verifica degli effetti lesivi da parte del consumatore: vedi tabella

I DPI non possono essere immessi sul mercato e in servizio se non rispondono ai requisiti essenziali di sicurezza specificati nell'allegato II del D.Lgs. 475/99, fatto salvo per le categorie di DPI che non rientrono nel campo di applicazione della presente normativa come da allegato I del D.lgs. 475/92, tipo i caschi e visiere per utilizzatori di veicoli a motore a due o tre ruote e da quanto disposto dal comma 4 art. 3 del decreto Legislativo in merito agli eventi fieristici, di esposizione, di dimostrazione o analoghe manifestazioni pubbliche, che consente la presentazione di PDI non conformi alle desposizioni del decreto, purchè un apposito cartello apposto in modo visibile indichi chiaramente la non conformità degli stessi e l'impossobilità di acquistarli prima che siano resi conformi.
Con l'apposizione della marcatura CE sul prodotto DPI, da parte del fabbricante o del suo rappresenate stabilito nel territorio comunitario o dal distributore/o qualunque soggetto che immette il prodotto sul mercato col suo nome o marchio, si considera prodotto conforme ai requisiti essenziali e quindi immesso sul mercato. Tuttavia è consentita l'immissione sul mercato di componenti di DPI non muniti di marcatura CE se sono destinati ad essere incorporati in altri DPI, purchè tali componenti non siano essenziali o indispensabili per il buon funzionamento del prodotto, comma 3 art. 3 D.Lgs. 475/92.
Le specifiche tecniche di fabbricazione dei prodotti, la cui elaborazione è affidata ad enti di normalizzazione europei (CEN, CENELTIC, ETSI), che rispondono ai requisiti essenziali fissati nelle direttive vengono definite in norme armonizzate. L'applicazione di norme armonizzate o di altro genere rimane volontaria e il fabbricante può sempre applicare altre specifiche tecniche per soddisfare i requisiti previsti.

       •Riferimenti Normativa Comunitaria e nazionale DPI

 

Calzature


Con il termine calzature si intendono: tutti i prodotti dotati di suole che proteggono o coprono il piede, comprese le parti messe in commercio separatemente, di cui all'allegato I del D.M. 11/04/1996. Decreto che recipisce la Direttiva 94/11/CE concernente l'etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore. Ulteriori approfondimenti sul settore vedi Commissione europea Imprese e Industrie.

Le disposizioni della normativa NON si applicano ai prodotti individuati all'art. 1 co. 4 del medesimo decreto:

  • Calzature d'occasione usate;
  • Calzature aventi caratteristiche di giocattolo;
  • Calzature di protezione;
  • Calzature desciplinate sul D.P.R. 10.09.1982 n. 904, recante attuazione della Direttiva 76/469/CEE.

E' fatto obbligo al fabbricante di apporre un'etichetta, che può contenere o simboli o informazioni scritte in lingua italiana, almeno su una delle calzature, può essere stampata, incollata, goffrata o applicata ad un supporto attaccato e saldamente applicata ed accessibile al consumatore.

Le calzature poste in vendita al consumatore finale devono riportare informazioni in merito alle singole parti di composizione:

•Tomaia, superficie esterna dell'elemento strutturale attacato alla suola esterna. Sono esclusi gli accessori e i rinforzi.
•Rivestimento della tomaia e suola interna, fodera e sottopiede che costituiscono l'interno della calzatura.
•Suola esterna, superficie inferiore della calzatura attacata alla tomaia.

L'etichettatura di composizione è conforme quando contiene le informazioni relative al materiale che costituisce almeno l'80% della superficie di cui è composta ciascuna parte della calzatura. Se nessun materiale raggiunge almeno l'80% è opportuno che l'etichetta rechi informazioni sui due materiali prevalenti (art. 4 co. 1 del D.M. 11/04/96).

E' fatto obbligo al venditore finale di esporre nei locali di vendita al consumatore, in modo chiaramente visibile, un cartello illustrativo della simbologia adottata sull'etichetta.