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Vigilanza sicurezza prodotti

In fase di aggiornamento..................

Attività ispettiva di controllo e vigilanza

                                                          

La Camera di Commercio si adopera ad essere un punto di comunicazione ed informazione a supporto delle imprese e dei consumatori nell'ambito delle proprie funzioni previste dalla legge n. 580/93 cosi come modificata ed integrata dal D.Lgs. n. 23/2010, nonchè autorità di vigilanza e sorveglianza, controllo dei prodotti e accertamenti amministrativi. Inoltre rende disponibile a consumatori ed operatori economici, al fine di favorire una leale concorrenza tra imprese del settore e una corretta informazione ai consumatori sui prodotti posti sul mercato, fonti normative nazionali, comunitarie ed altri strumenti in ambito della vigilanza e della sicurezza dei prodotti per alcune tipologie quali: tessile, calzature, dispositivi di protezione individuale (DPI), elettrici (LVD), compatibilità elettromagnetica (EMC), giocattoli, sicurezza generale sui prodotti.

 Riepilogo normativa sulla semplificazione dei controlli (sicurezza Prodotti)
Attuazione dell'art. 14 comma 2 "Semplificazione dei controlli sulle imprese" del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5, convertito con legge n. 35 del 4 aprile 2012.

1. Controlli sulla sicurezza dei giocattoli
Riferimenti normativi:
• D.Lgs. 27/09/1991, n. 313 (per giocattoli immessi sul mercato prima del 20/07/2011);
• D.Lgs. 11/04/2011, n. 54 (per giocattoli immessi sul mercato dal 20/07/2011).

2. Controlli sulla Sicurezza prodotti Elettrici/Elettronici
Riferimenti normativi:
• L. 18/10/1977, n. 791 sulla sicurezza del materiale elettrico;
• D.Lgs. 06/11/2007, n. 194 relativo alla compatibilità elettromagnetica;
• D.Lgs. 16/02/2011. n. 15 Attuazione della direttiva 2009/125/CE relativa all'istituzione di un quadro per l'elaborazione di specifiche per progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all'energia;
• D.Lgs. 28/06/2012, n. 104 Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa all'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relativa ai prodotti.

3. Controlli sulla conformità alle leggi vigenti dei dispositivi di protezione individuale di prima categoria
Riferimenti normativi:
•D.Lgs. 04/12/1992, n. 475.

4. Controlli concernenti le denominazione delle fibre tessili e l'etichettatura di composizione fibrosa dei prodotti tessili
Riferimenti normativi:
• L. 26/11/1973, n. 883;
• D.P.R. 30/04/1976, n. 515;
• D.Lgs. 22/05/1999, n. 194 e, dall' 08/05/2012, il Regolamento (UE) n. 1007/2011 del 27/09/2011.

5. Controlli concernenti l'etichettatura dei matariali usati nelle principali componenti delle calzature
Riferimenti normativi:
• D.M. 11/04/1996.

6. Controlli concerneti i prodotti generici non oggetto di normative specifiche in matera di sicurezza
Riferimenti normativi:
•Parte IV Titolo I D.Lgs. 06/09/2005, n. 206 "Codice del Consumo".

Criteri e modalità di svolgimento delle attività per i prodotti di cui ai precedenti punti da 1 a 6:

Controllo presso produttori, importatori e distributori:
               •Controllo visivo
               •Controllo documentale
               •Prelievo di prodotti per l'esecuzione di analisi di laboratorio.

 

Procedure di valutazione conformità

Il Punto di contatto prodotti Italiano (Pcp) presso il Ministero dello Sviluppo Economico è stato istituito il Pcp italiano in attuazione dell'art. 10 del Regolamento CE 765/08, designato a fornire, su richiesta diretta dell'operatore economico o dell'autorità competente, informazioni in merito a regole tecniche, obblighi e altro utile alla commercializzazione di prodotti regolarmente conformi in ambito del territorio nazionale e dell'Ue.
Il 1° gennaio 2010 è entrata in vigore la Decisione 768/2008/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti immessi sul mercato europeo. Questa pone il quadro generale di natura orizzontale per l'elaborazione della normativa futura oltre che per l'interpretazione della legislazione vigente. Inoltre fornisce le definizioni degli operatori economici e ne individua gli obblighi.
Parte rilevante negli obblighi individuati dalla Decisione 768/2008/CE è riservata al fabbricante che possedendo le conoscenze dettagliate relative al processo di progettazione e produzione, si trova nella posizione migliore per eseguire o far eseguire la procedura completa di valutazione della conformità, redigere la dichiarazione di conformità, nei casi previsti, ed apporre la marcatura CE così come da definizione dei principi generali esposti all'art. 30 del Regolamento 765/2008/CE.
Tale Regolamento, che pone il quadro comune di vigilanza sui prodotti che circolano nel Mercato Comunitario, è definito residuale in quanto si applica ai prodotti oggetto di direttive settoriali laddove queste non contengano disposizioni specifiche aventi il medesimo obiettivo. Cosi pure la sua entrata in vigore non impedisce l'applicazione delle misure specifiche previste dal "Codice del Consumo " (D.lgs. n. 206 del 06.09.2005) e dalla Direttiva 2001/95/CE (DSGP - Sicurezza Generale dei Prodotti).
Laddove la normativa comunitaria di "armonizzazione", vedi le direttive settoriali (giocattoli, DPI, tessile ecc..), prescriva la valutazione della procedura di conformità di un particolare prodotto, questa può prevedere che sia eseguita dalle autorità pubbliche, dai fabbricanti o organismi notificati. Il fabbricante sceglie la procedura da utilizzare tra i moduli stabiliti e specificati nell'allegato II della medesima Decisione 768/2008/CE, di cui si allega schema riepilogativo delle procedure, inserito nella sezione ulteriori-approfondomenti, da seguire nelle fasi evolutive del prodotto e del tipo di procedura. Brouchure Step by Step applicazione della marcatura CE sul prodotto.
La dichiarazione CE di conformità laddove la normativa comunitaria di armonizzazione prescriva una dichiarazione del fabbricante, questa è rilasciata sotto la responsabilità del medesimo che attesta il rispetto delle prescrizioni della relativa normativa di riferimento del prodotto fabbricato, secondo lo schema individuato nell'allegato III della Decisione 768/2008/CE.
Nella fase in cui viene determinato la non conformità del prodotto alle prescrizioni possono seguire le azioni volontarie dell'operatore economico e/o obbligatorie con provvedimenti dell'autorità competente (Decisione 768/2008/CE).

 

Azioni in presenza di non conformità prodotto
Azioni volontarie ed obbligatorie in presenza di un prodotto non conforme

Le amministrazioni Italiane competenti per la vigilanza sul mercato dei prodotti sono individuate dall'allegato I alla nota n. 9932 del 15.03.2010 Rettifica al Regolamento (CE) n. 765/2008 " Vigilanza del mercato e commercializzazione dei prodotti" artt. 17 e 28.

Per effetto della Legge n. 580/93 e successive integrazioni/modifiche, dell'art. 20 del D.Lgs. n. 112/98, del D.Lgs. n. 23/2010 e del Codice del Consumo, le Camere di Commercio effettuano anche vigilanza e controlli sui prodotti. Tale attività di controllo prevede l'esercizio di azioni ispettive e sanzionatorie attraverso:
•controlli di tipo fisico/visivo sui prodotti eseguiti presso le imprese per verificare il rispetto formale della normativa di riferimento;
•controlli di tipo documentale sui dossier Tecnici relativi ai prodotti;
•prove di laboratorio volti ad accertare le caratteristiche chimico-fisiche di conformità con l'intervento di laboratori autorizzati.
Nella fase in cui viene determinata la non conformità del prodotto alle prescrizioni può seguire un'azione:

Azioni conseguenti alla non conformità del prodotto